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mercoledì 4 giugno 2014

Precarietà

Sono lì al parco, gioco a palla con mio figlio mentre intento una conversazione con altre mamme. Programmo mentalmente il giorno dopo che inizia il corso in piscina per gestanti e sono felice.
La cena è già decisa e in lontananza si vedono dei nuvoloni che non promettono nulla di buono.
Guardo il telefono per vedere che ora si è fatta, una chiamata persa: "Mami"
"ecco dovevo giusto chiamarla!"
La richiami subito, la senti affaticata e le uniche parole che capisci sono papà, ambulanza, ospedale, sto arrivando da te per la macchina
Ok, corro a casa. Non voglio ma ci penso, alla parola con la "I".
Lei arriva, smollo al volo il pupo alla zia di papiL, prendo la macchina, carico mia mamma e chiamo papiL, per dirgli quel niente che sappiamo.
Entriamo al pronto soccorso, mio fratello è lì, spaventato e solo. Vorrei abbracciarlo ma ci facciamo raccontare cosa è successo. Mia mamma entra, in un'altra sala d'attesa ma non le dicono nulla. Noi aspettiamo. 
Scoppia il temporale.
Aspetti un'ora, due. 
Poi torna la mamma. dice che è sveglio e parla e lo è sempre stato. 
Ok buone notizie. Se fosse un "I" non sarebbe nemmeno sveglio.

martedì 11 marzo 2014

"Io questo a mio figlio non lo dirò mai!"

Sicuramente è successo a tutte, in gravidanza o con un neonato in braccio che non chiede altro che poppate e cambi di pannolino, quando crediamo che i problemi con un figlio siano finiti lì. 

E poi le vediamo: quelle orrende scene in luoghi pubblici di scenate, un bimbo che continua e continua a sfidare e una mamma, sfinita, che dice delle cose. 
E noi la guardiamo e subito pensiamo "io a mio figlio non dirò MAI così!"



C'è la minaccia: "se fai così stasera niente cartoni!!!"
ma lui continua e tu la sera, stremata. i cartoni (anche se poco)glieli fai vedere, così almeno si calma e per 15 minuti respiri.

C'è il patteggiamento: "se mentre facciamo la spesa fai il bravo alla cassa ti prendo l'ovetto e te lo puoi mangiare subito!"
Ma mentre lo dici sai già che stai sbagliando: non si patteggia con un 3enne

venerdì 20 settembre 2013

Quanta differenza tra il primo e il secondo figlio?

La mia ex allenatrice, con cui spesso ci troviamo per una merenda/far giocare i bimbi, ha partorito un mesetto fa il suo terzo bimbo.
Ha 3 figli, in 3 anni.
Il primo è nato un mesetto prima di scatolino, quindi a ottobre compie i 3 anni.
La seconda è nata nell'aprile 2012 e 16 mesi dopo è arrivato il terzo.
Quando ho saputo della sua terza gravidanza ho avuto quasi un mancamento io, chissà lei!
Avere figli così vicini, soprattutto se sono in 3, implica il triplo dell' impegno, dei sacrifici e delle rinunce, ma anche il triplo d'amore e di gioie.
Ho provato a mettermi al suo posto e la conclusione è stata "io non ce la farei MAI!"

Quindi ho pensato, qual è la giusta differenza d'età da dare tra il primo e il secondo figlio?!

Facciamo finta.

giovedì 8 agosto 2013

Figli della vita stessa

"I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo,
ma non li crei.
Sono vicino a te,
ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
ma non le tue idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
ma non alla loro anima,
perché la loro anima abita
nella casa dell’avvenire
dove a te non è dato entrare neppure con il sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro,
ma non volere che essi assomiglino a te,
perché la loro vita non ritorna
indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani."

Kahlil Gibran

 Quando il nanetto aveva 4 mesi ho frequentato un corso di massaggio infantile durante al quale, oltre alle tecniche del massaggio, riflettevamo sui vari temi dell'educazione dei nostri figli. Un giorno l'ostetrica bravissima che teneva il corso ci ha distribuito delle schede con questa poesia di Gibran.

Ultimamente mi viene spesso in mente.

Quanto sono vere queste parole e allo stesso tempo crudeli.
Ti fanno riflettere.
Tu metti al mondo uno scriciolino, pensi per lui, scegli per lui.
Poi arriva un giorno in cui lui sceglierà per se'. Le amicizie, gli studi, i viaggi, l'amore. E tu da genitore non puoi far altro che consigliarlo, indirizzarlo sulla retta via senza sforzarlo, perché si sa i figli fanno tutto il contrario di quello che vorrebbero i genitori.

Mi capita spesso di pensare a come sarà il mio piccolo grande M. a 12, 16, 18 anni, se sarà studioso o se bisognerà spronarlo, le amicizie che avrà e gli orari del rientro a casa il sabato sera.

Questa poesia a noi mamme non piace, siamo egoiste con i nostri cuccioli, li vorremmo sempre piccoli e da sbaciucchiare ma forse dovremmo leggerla come figli quali anche noi siamo. 

Ma ce la farò??